SE QUESTO È GIORNALISMO

SE QUESTO È GIORNALISMO 

Fumo dalle ciminiere e fumo negli occhi: ecco la falsa informazione di proprietà dei cementieri!
Pochi giorni fa su Trg e su Umbria Tv, aziende di proprietà del gruppo Financo (holding delle famiglie Colaiacovo), si è parlato del tema CSS nelle cementerie di Gubbio.
Come al solito l’informazione locale, finanziata dalle stesse persone che sono anche proprietarie di una delle cementerie, come si legge nel sito https://www.colacem.com/it/it/gruppo , ha riportato molte inesattezze sulla tematica dell’incenerimento dei rifiuti in Umbria e in particolare a Gubbio.
Lo spazio dato all’Avv. Valeria Passeri, VicePresidente del WWF Perugia e portavoce in questo consesso di numerosi comitati a favore della tutela della salute e dell’ambiente, è stato misero e la puntata, registrata in anticipo, è stata tagliata ad hoc per far valere le ragioni delle industrie del cemento che, ripetiamo, possiedono e finanziano questi media.
Tutto questo a discapito della libera informazione e della possibilità di creare nell’opinione pubblica una reale consapevolezza sulle implicazioni che avrebbe l’incenerimento del CSS nelle cementerie di Gubbio.
Si è preferito invitare associazioni “ambientaliste” che, più che amiche della Terra e dell’ambiente, sono amiche di Confindustria e delle realtà produttive che le finanziano o che sono loro partner nell’organizzazione di convegni e congressi.
Come si legge nel sito dell’Ass.ne Amici della Terra, intervenuta l’altra sera in trasmissione e schieratasi a favore dell’incenerimento del CSS nelle cementerie di Gubbio, ecco chi sono i partner e i finanziatori che la sostengono o con cui collabora:
–  CONFINDUSTRIA
–  ENI
–  A2A (multiutility che gestisce vari inceneritori, tra cui quello di Brescia)
–  HERA (diversi impianti di trattamento dei rifiuti, tra cui vari inceneritori sul territorio nazionale)
–  ASSOBETON – Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi
–  ASSOGESSO
–  ASSOVERNICI
Giusto per dirne alcune che si leggono nel sito della suddetta associazione.
È evidente che chi riceve fondi o sponsorizzazioni da tali imprese o associazioni di categoria non potrà mai avere una posizione contraria agli interessi che esse rappresentano.
Quindi di cosa parliamo?
È la solita difesa d’ufficio, parafrasando Levi diremmo: “Se questo è giornalismo” Come pensate di poter dare ai cittadini un punto di vista imparziale sulla questione?
Perché non parlate dei metalli pesanti e delle polveri sottili che si producono con la combustione del CSS?
Perché non dite che il “combustibile” CSS che verrebbe a Gubbio da tutta Italia per bruciare nelle cementerie e renderle più competitive, come loro stesse hanno dichiarato, è costituito da vernici, pneumatici, fanghi, plastiche e altre cose simili?
Queste cose fanno bene all’ambiente?
Sono amiche della Terra le diossine e le sostanze cancerogene che si creano dalla combustione del CSS? Quante altre nefandezze dobbiamo sentire sull’argomento?
La verità è che gli organi di informazione locali e i grandi giornali presenti in Umbria sono da lungo tempo nelle mani di chi è favorevole all’incenerimento del CSS, quelle stesse imprese che generano profitto nel far diventare i loro impianti inceneritori.
Non sperate di trovare notizie imparziali da queste realtà informative al soldo dei padroni locali! Non verranno mai a dirci che bruciare CSS è dannoso per la nostra salute e per quella dei nostri figli.
Non ci diranno mai che per loro la nostra salute non è importante. Per loro conta solo il profitto che fanno e i fatturati a fine anno. La ricchezza di pochi si abbatte come una mannaia sulla salute dei molti.
È ora di svegliarci e di unirci in difesa della nostra salute e del nostro territorio, che non è il cortile di casa delle aziende che fanno profitti passando sopra la salute pubblica.
Il nostro ambiente è un bene comune da tutelare, così come la salute nostra e dei nostri figli!