Il bambino che resiste

IL BAMBINO CHE RESISTE

I comitati ambientalisti di Gubbio in questo anomalo, silenzioso, solitario periodo di feste “ristrette”, hanno fatto una vera e propria “Campagna” di manifesti.
Accanto all’albero di Natale più alto del mondo c’è anche un altro albero, quello formato dai manifesti che tappezzano i muri della città in un’invasione pacifica che chiede solo rispetto per l’ambiente e la salute dei cittadini.

Sei tipologie rimbalzano da un capo all’altro della città, testi e immagini si rincorrono, diversi tra loro ma con una costante: l’invito a fare una donazione per avviare indagini approfondite sullo stato di salute del territorio.
Ciminiere che compongono un unicum architettonico con i palazzi simbolo della città e la piazza pensile, i dolci Baci all’Eugubina in una notte piena di stelle, le sagome oscure di Magritte che ci ricordano che il futuro e la salute non sono in vendita, i testi di Mario Tozzi, Agostino Di Ciaula, Fabrizio Bianchi, Federico Valerio, Gianni Tamino e Franco Raffi sul connubio cementificio / inceneritore, e… LUI, il bambino che resiste. Il bambino con gli occhi verdi e il cartello rosso che, nella strage di manifesti in questi giorni di pioggia e vento, nonostante gli sia precipitato tutto intorno, resiste, ci guarda, ci sfida e ci invita a non bruciargli il futuro.