Umbria, il turismo dell’immondizia

UMBRIA, IL TURISMO DELL’IMMONDIZIA
Gubbio: Colacem e Maio Tech, al VIA il trattamento e il coincenerimento dei rifiuti.

Gubbio è una città ricca di suggestioni, di tradizioni millenarie, piccola capitale della cultura, terra di una bellezza unica, di un folklore antico, la cui bellezza per Flavio Insinna (Guide di “La Repubblica, 2020) è rimasta immutata nel tempo anche per merito degli Eugubini e delle persone che vivono, tutelano e valorizzano la loro città. Forse bisognerebbe far sapere a Insinna, legato a Gubbio da “una grandissima storia d’amore che non potrà mai finire” che la valorizzazione di questa splendida città, ma anche dell’intera Umbria, d’ora in poi potrebbe essere affidata ai rifiuti e potrebbe non esserci più un turismo culturale ma un turismo dell’immondizia con percorsi e visite guidate.

La notizia della pubblicazione di una procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) aperta dalla Regione Umbria, su richiesta della Ditta Maio Tech che gestisce a Padule di Gubbio un deposito di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, e che ha richiesto l’estensione dell’attività di recupero degli stessi, desta allarme nella popolazione, poiché tale intervento viene a inserirsi in tutta una serie di iniziative che mirano alla realizzazione di impianti ed attività afferenti i rifiuti.

Quasi in contemporanea è stata pubblicata la scheda del progetto: “Utilizzo del CSS- Combustibile da realizzarsi all’interno della Cementeria Colacem SPA, sita in località Ghigiano nel comune di Gubbio”. L’impianto della Maio è situato a soli 2 Km dal Cementificio Colacem e le due iniziative, in linea con le richieste avanzate dalla Regione per attingere alle risorse del Recovery Fund, in gran parte finalizzate alla realizzazione di impianti per la produzione di combustibili derivati da rifiuti, non potrebbero far sorgere il dubbio di una possibile connessione?

Comune, comitati e cittadini hanno tempo 45 giorni dalla loro pubblicazione per opporsi a questi progetti che, fino a prova contraria, potrebbero risultare dannosi per la salute della popolazione e per la salubrità dell’ambiente, costituendo un danno per l’immagine della città e per l’identità del suo territorio. L’iniziativa economica privata va tutelata “ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art.41 Cost.).

A leggere bene le carte c’è una evidente contraddizione tra quanto detto dall’assessore regionale Roberto Morroni, che da mesi afferma che l’utilizzo di CSS nei Cementifici di Gubbio è indipendente dal piano regionale dei rifiuti, e ciò è scritto nel documento della Colacem nel quale si fa presente che: “Utilizzando il CSS-Combustibile in impianti già esistenti e idonei come la Cementerie Colacem S.p.A. di Ghigiano (Gubbio – PG), non sarà più necessario realizzare nuovi impianti di incenerimento di rifiuti…”.

Purtroppo se Gubbio piange, l’intera regione non ride: le città di Perugia, Foligno, Narni, Terni, Spoleto ed altre, sono prese in una vera e propria morsa imprenditoriale-politico- amministrativa, capace di cambiare il volto dell’Umbria, che si prepara a diventare il punto di caduta dei rifiuti dell’intero centro Italia.

Non solo preoccupazione per ulteriori fonti di inquinamento con possibili pesanti ricadute sulla salute degli abitanti, ma anche per tutto quello che si verifica in territori dove si “maneggiano” rifiuti.