Rifiuti: Gubbio non lascia, raddoppia, anzi triplica!

RIFIUTI: GUBBIO NON LASCIA, RADDOPPIA! ANZI TRIPLICA! Il 20 marzo a Gubbio giornata di protesta

Nel Maggio 2020 a Gubbio il Covid ferma i Ceri ma non la richiesta dei cementieri locali di bruciare CSS (combustibile da rifiuti, rifiuto- non rifiuto, fatto con i rifiuti…) nei loro forni. Nel silenzio dei vicoli e delle strade deserte, che avrebbero dovuto accogliere il fiume umano descritto da Folco Quilici nello storico filmato sulla nostra festa, è esplosa la rivolta di cittadini, associazioni e comitati.

Il nome di una città come Gubbio non può essere associata ai rifiuti.
Gubbio è storia, tradizione, folclore, artigianato, turismo e tanto altro. L’immondizia non è la

sua identità. Sono state divorate montagne, ammorbati l’aria, il suolo, l’acqua ed ora si vuole togliere anche la dignità a questa gloriosa città.

Se qualcuno avesse pensato che le Cementerie BARBETTI, per un sussulto di orgoglio, di appartenenza e di amore verso un territorio e una comunità, avessero rinunciato a presentare l’istanza di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l’utilizzo di CSS, purtroppo si è sbagliato.

Dopo la COLACEM anche la BARBETTI il 16 febbraio 2021 ha inoltrato alla Regione Umbria la sua richiesta.
Sia COLACEM che BARBETTI sono CEMENTIFICI e non INCENERITORI.

A voler essere al passo con i tempi, l’Unione Europea finanzierà solo piani di ripresa e resilienza che rispettino il principio DNSH “do not significant harm” ovvero che non arrechino danno significativo all’economia circolare, alla prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti, che non comportino un aumento dell’incenerimento e dello smaltimento che a lungo termine causano accumulo di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo e un danno duraturo dell’ambiente.

Bruciare CSS brucia la possibilità di nuove opportunità di lavoro in nome di un passato che non tiene conto del futuro delle nuove generazioni.

Ma non finisce qui. Anche la MAIO TECH con sede a Padule nello stabilimento dell’ex Sirio Ecologica, che poi tanto ecologica non era… ha inoltrato alla Regione Umbria richiesta di VIA per lavorazione e stoccaggio di rifiuti anche pericolosi.
Dunque Gubbio non lascia, raddoppia! Anzi triplica!

Un percorso unitario. Tre facce della stessa medaglia con leffige dei rifiuti.

DECENNI SENZA VALUTAZIONI SANITARIE APPROFONDITE.
ASSENZA DI DATI EPIDEMIOLOGICI.
REGISTRO DEI TUMORI NON AGGIORNATO.
DECENNI IN CUI SI CUMULANO SOSTANZE INQUINANTI con ripercussioni sulla salute. TRE PRESIDENTI del “Comitato per la Tutela Ambientale della Conca Eugubina” morti di cancro.

I CITTADINI esigono che vengano presi in considerazione tutti i fattori di rischio ambientale presenti nella Conca Eugubina, a causa di impianti insalubri di prima classe, e manifestano la loro opposizione ai tre progetti, in difesa della salute e del buon nome del territorio.

SI all’Ecodistretto, al Progetto Rifiuti ZERO e all’economia circolare SI alla difesa della nostra identità e del paesaggio
No all’uso di CSS nei cementifici COLACEM e BARBETTI
No all’impianto di trattamento rifiuti anche pericolosi della MAIO

Gubbio non è una discarica.

Il PRESIDIO DI PROTESTA è a Padule (zona industriale) sabato 20 marzo 2021, alle ore 15:00

È necessario lasciarsi alle spalle un Inverno di fumi perché il 21 è Primavera!