La Transizione Eco(il)logica del Decreto “Semplificazioni”. Via libera all’utilizzo dei CSS combustibili

LA TRANSIZIONE ECO (IL) LOGICA DEL DECRETO “SEMPLIFICAZIONI”.

VIA libera all’utilizzo dei CSS combustibili.

Manifestazione a Roma, Piazza Montecitorio, 30 Giugno 2021, ore 15:00/18:00

Il decreto del Ministro Cingolani, se non sarà modificato entro i termini di legge, vanificherà le VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) legittimamente e faticosamente ottenute dai cittadini di Gubbio per gli impianti Colacem e Barbetti. Sono questi gli effetti devastanti della deregulation prevista dal Decreto Semplificazioni che introduce la possibilità per gli impianti autorizzati e non autorizzati allo svolgimento delle operazioni R1, di bruciare CSS combustibile, esclusivamente con una mera comunicazione, senza più procedere ad alcuna valutazione dell’impatto ambientale e sanitario sui territori.

Quello che conta è correre, correre, senza sapere dove andare. Perché se l’obiettivo è continuare a bruciare rifiuti nei cementifici rinunciando ad una politica più lungimirante volta ad uno sviluppo realmente sostenibile, allora la strada è persa.

In Italia basta cambiare nome e tutto è possibile: i rifiuti diventano “CSS” ovvero Combustibili Solidi Secondari e il loro incenerimento diventa “Economia circolare” come decretato dall’articolo 35 (Misure di semplificazione per la promozione dell’economia circolare) che riafferma la piena validità del Decreto Clini che, nel 2013, ha trasformato i rifiuti in combustibile “rinnovabile” da utilizzare nei forni da cemento. Le norme UE del 2018 prescrivono la selezione e il ricircolo dei rifiuti, invece del loro incenerimento.

Sarebbe controproducente ascoltare i cittadini (esposti involontari) che hanno ottenuto, grazie al parere della USL, una approfondita Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) prima di procedere all’uso del CSS come co-combustibile nei due cementifici, impianti insalubri di prima classe che insistono, circostanza unica in Italia, nel territorio del Comune di Gubbio a distanza molto ravvicinata?

Sì, per il Ministero della transizione Ecologica sarebbe controproducente. È molto più sbrigativo e semplice (infatti lo chiamano decreto “Semplificazioni”) chiudere gli occhi sulla salubrità dell’ambiente, sulla salute dei cittadini e permettere di mandare, più velocemente possibile, a pieno regime formi e ciminiere in una conca in cui il cemento si lavora da più di 100 anni.

Cosa importa se i due cementifici, BARBETTI e COLACEM, secondo un report dell’EEA (European Environment Agency) del 2011 erano il primo e il secondo cementificio in Italia per danno ambientale e tra le 622 industrie che hanno creato maggior danno all’ambiente in Europa?

Cosa importa se non sono mai stati effettuati monitoraggi ambientali approfonditi ed indagini epidemiologiche?

Diciamo al ministro Cingolani, che ci avrebbe dovuto accompagnare verso una reale Transizione Ecologica, che noi siamo i “Nimby”, orgogliosamente “Nimby”, quelli del cortile italiano che prima o poi potrebbe accogliere il nucleare, saltando a piè pari la volontà del popolo che in ben 2 referendum si è dichiarato nettamente contrario e quelli del cortile umbro che si appresta a diventare un ricettacolo di immondizia. Ma soprattutto siamo i “Nimby” del cortile di Gubbio dove i due cementifici, impianti insalubri di prima classe (uno vicinissimo al centro storico e l’altro poco distante), dopo decenni che bruciano di tutto potranno bruciare, in parziale sostituzione del pet-coke attualmente in uso, anche il CSS combustibile. Scarto della raffinazione del petrolio il primo, derivato dal trattamento dei rifiuti solidi urbani indifferenziati (RSU) e speciali non pericolosi, il secondo.

Tali problematiche non sono soltanto nostre, ma investono ogni territorio dove sia presente un cementificio e per questo sono state spedite lettere ai ministri Cingolani e Speranza, firmate da oltre 60 comitati e associazioni a livello nazionale, e a gran parte dei Parlamentari Italiani della Commissione Ambiente e degli Affari Costituzionali di Camera e Senato. Lettere in lingua Inglese ai circa 700 Parlamentari Europei, chiedendo di intervenire sulla politica italiana che, nell’elaborazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza intende l’Economia Circolare in modo contrario alle direttive europee del Next Generation EU.

Nella nostra regione, però, siamo furbi, mentre ci si prepara ad accogliere l’arrivo dell’immondizia, se va bene, da mezza Italia, si manda in onda sulle televisioni nazionali la pubblicità dell’Umbria Verde.

Verde, o “Rossa” di vergogna per quello che l’amministrazione regionale ha progettato di fare e che attuerà grazie al decreto del 31 maggio 2021, che al “Titolo I” recita: “Transizione ecologica e velocizzazione del procedimento ambientale e paesaggistico”?

Noi, i “Nimby”, attueremo il nostro piano di ripresa e resilienza: ripartiremo con i nostri striscioni, e resisteremo con tutte le nostre forze a questo inaccettabile incubo dell’immondizia “semplificata”.

 Il prossimo appuntamento è a Roma, in Piazza Montecitorio il 30 Giugno 2021, dalle ore 15:00 alle 18:00, per chiedere che venga abrogato il Decreto Clini, che ha permesso tutto questo, e la cancellazione degli articoli nel Decreto Semplificazioni che riguardano la combustione dei rifiuti.