MANIFESTO dei seguenti Comitati e Associazioni:
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Comitato No CSS nelle Cementerie di Gubbio;
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Comitato per la Tutela Ambientale della Conca Eugubina;
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Comitato Gubbio Salute e Ambiente;
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Comitato No Antenna;
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Comitato per la Tutela dei Beni Culturali e del Paesaggio Gubbio;
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WWF Perugia;
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ISDE Italia/ Medici per l’ambiente Perugia
Novembre/Dicembre 2021
SOTTO SCACCO / NON SI GIOCA CON LA SALUTE
Le comunicazioni unilaterali della stampa locale ci costringono a ribadire alcune certezze
(Manifesto Novembre/Dicembre 2021)
Sappiamo che nel 2011 l’EEA (European Environment Agency) ha definito la Cementeria Aldo Barbetti S.p.A e la Colacem S.p.A come il primo e il secondo cementificio d’Italia per danno ambientale e tra le industrie che hanno creato maggior danno ambientale in Europa. (https://www.eea.europa.eu/publications/cost-of-air-pollution/spreadsheet/view)
Sappiamo che Barletta, città sede di un cementificio alimentato con combustibili fossili e rifiuti, è stata oggetto di uno studio del dott. Agostino Di Ciaula, pubblicato su “Exposure and Health”, relativo a un un biomonitoraggio sulle unghie di 366 bambini residenti nella città per valutare lo stato di salute dell’ambiente. È risultato che i bambini che vivono e frequentano la scuola in una zona urbana esposta alle emissioni del cementificio mostrano un bioaccumulo cronico di metalli tossici, e una significativa esposizione all’inquinamento PM10.
Sappiamo che il testo unico sulle leggi sanitarie prevede che le industrie insalubri di prima classe come i cementifici debbano essere isolate e tenute lontano dalle abitazioni e dalle scuole. Sappiamo che i DUE cementifici, che operano a Gubbio da circa 60 anni, MAI sono stati sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e a Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS).
Per questo la USL n. 1 dell’Umbria ha richiesto “Una necessaria e opportuna valutazione d’impatto ambientale che tenga conto anche del rischio di un effetto inquinante combinato e sinergico dei due insediamenti all’interno del medesimo territorio ricercando ogni possibile soluzione in tal senso…”
La USL ha richiesto anche di approfondire “… Ciò che concerne i possibili effetti, anche a lungo termine, sulla salute delle varie fasce di popolazione in termini di rischio incrementale (degenerativo anche neoplastico o mortalità) per ognuno degli inquinanti.”
Chiediamo che le attività cementiere aderiscano alla richiesta della USL affinché chi abita a Gubbio si senta tranquillo, sicuro di vivere in un ambiente non inquinato.
Bruciare fino a 100.000 tonnellate annue di CSS da rifiuti, composto da materiali che, combusti, danno emissioni pericolose per la salute, sommate a quelle del pet coke, rifiuto definito tossico nocivo fino al 2002…
NON significa garantire posti di lavoro, MA significa mettere a rischio la salute di tutti;
NON significa garantire posti di lavoro, MA significa obbligare questo territorio a “giocare” con il ricatto lavoro o salute;
NON significa garantire posti di lavoro, MA significa avere a Gubbio, unica città in Italia con DUE cementifici, DUE inceneritori, cancellando per sempre ogni diversa prospettiva e opportunità di occupazione e di sviluppo sostenibile e durevole, e determinando rischi incalcolabili e non tollerabili per la salute di tutti.