Regalo ai cementifici con la scusa di guerra. “C’è crisi, adesso possono bruciare rifiuti”

Articolo di Ilaria Proietti, pubblicato sul Fatto Quotidiano,

9 Aprile 2022

articolo di Ilaria Proietti sul Fatto Quotidiano

9 Aprile 2022

E va bene che c’è la crisi e pure la guerra. Ma con la scusa del caro bollette il governo ha fatto un altro regalone a chi inquina: con un blitz notturno ha autorizzato i cementifici a bruciare i rifiuti derogando i limiti prescritti dalle Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate dagli enti di controllo regionali. Una libertà che viene mascherata dalla necessità di una maggiore flessibilità temporale nell’uso dei combustibili alternativi. Ma che serve soprattutto a mitigare l’impatto del caro energia per i produttori di cemento: grazie all’approvazione di una riformulazione degli emendamenti (identici fra loro) presentati da Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), Domenico Furgiuele (Lega) e Enrica Mazzetti (Forza Italia), avvenuta nottetempo delle commissioni Ambiente e Attività produttive al decreto bollette che lunedì sarà in aula a Montecitorio. Bruciare rifiuti nei cementifici è materia che scotta fin dall’avventura avviata ai tempi di Corrado Clini per via delle polemiche sulle emissioni dei metalli pesanti come mercurio, cadmio, tallio e piombo: per questo sull’approvazione del testo che allarga ulteriormente le maglie, c’è stata battaglia. Fotografata al momento del voto quando la maggioranza si è spaccata e i due relatori del provvedimento, Luca Squeri (FI) e Antonio Federico (M5S) hanno votato uno a favore e uno contro. A fare le barricate contro questa norma che produrrà decisamente più danni ambientali che benefici energetici per la collettività, i deputati di Alternativa in Commissione Attività produttive Andrea Vallascas e Giovanni Vianello: “Proviamo profonda vergogna per aver assistito a questa riformulazione. Governo e maggioranza – sottolinea in particolare Vianello – si nascondono dietro agli aiuti alle imprese  proponendo testi che non hanno nulla a che fare né con la transizione ecologica né con la corretta gestione dei rifiuti. Già lo scorso anno hanno approvato una norma al dl semplificazioni che permette ai cementifici che non sono autorizzati a bruciare ugualmente il CSS (combustibile solido secondario, ottenuto dalla parte secca dei rifiuti, ndr) senza prescrizioni impartite dalle autorità di controllo ma solo con una semplice comunicazione alle imprese. Adesso tornando nuovamente alla carica illudendo gli italiani che per sostenere l’economia e rendersi autonomi energicamente si debba sacrificare la salute e l’ambiente”.

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