Quanto CSS derivato d rifiuti puo’ bruciare Barbetti nell’AIA?

SOMMARIO

L’ Autorizzazione di Impatto Ambientale (AIA) concessa alla Cementeria Barbetti 12 luglio2018
contiene alcune anomalie rispetto ad altri cementifici in Europa. Dopo che il TAR Umbria ha
confermato il diritto di bruciare combustibile derivato dalla frazione indifferenziata dei rifiuti
“CSS”,  e’ opportuno osservare che quelle anomalie  consentirebbero a Barbetti di bruciare grandi
quantità di materiale derivato dai rifiuti (circa 100.000 t/anno, in sostituzione del
Pet Coke combustibile fossile bruciato oggi) senza doversi sottoporre a una Valutazione di Impatto
Ambientale.
Anche i limiti alle emissioni al camino dei SOV (Sostanze Organiche Volatili, composti chimici ad
elevato effetto tossico e cancerogeno), concessi a Barbetti sono fuori norma. L’ AIA di Barbetti
prescrive un limite pari a 50 mg/NM3, mentre per la legge italiana che regolamenta i grandi
impianti di combustione (DLgs 152/06) il valore limite è 5 mg/Nm3, 10 volte più piccolo.

Infine il valore di limite dell’emissione di Ossidi di Azoto (NOx) fissato dall’AIA Barbetti è pari a
500 mg/Nm3: le norme Europee che fissano una forchetta compresa tra i 200 ed i
450 mg/Nm3, con specifiche deroghe fino a 500. Ciò dimostra come il cementificio non sia dotato
dei più efficienti  impianti di depurazione dei fumi già attivi da molti anni presso altri
cementifici.

 

Nell’ottobre 2022 ARPA segnalava alla DIREZIONE REGIONALE GOVERNO DEL TERRITORIO, AMBIENTE, PROTEZIONE CIVILE  che il cementificio Barbetti aveva violato alcune norme. Infatti, dalle analisi delle acque reflue svolte nell’ aprile 2021 risultava che le  concentrazioni di arsenico e cadmio sono rispettivamente (cioè per ciascun elemento) maggiori di 1 ppm, mentre il valore limite da considerare per la sommatoria di cadmio, arsenico e mercurio è 1 ppm. I controlli di ARPA non tutelano la salute dei cittadini: infatti la segnalazione è avvenuta ‘solo’ un anno e mezzo dopo il prelievo di campioni, nell’aprile e giugno 2021. I rifiuti in questione erano fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 190813”-prodotti da GEA Depurazioni Industriali di Bologna. Superfluo dire che a quella segnalazione non seguì alcuna azione sostanziale nei confronti di Barbetti.

 

PER APROFONDIRE

Lo stabilimento Barbetti Spa di Semonte è autorizzato a produrre 2.300.000 t/anno di clinker. Poiché’ gli impianti più grandi in Europa sono dimensionati per circa la metà, una tale quantità indicata nella Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è  anomala, e deve essere giustificata.[1]

In base al rapporto istruttorio approvato dalla conferenza dei servizi del 12/07/2018, è dimostrato come il cementificio produca una quantità pari a circa un terzo di quanto autorizzato:  “Nello stabilimento di Gubbio, Frazione Semonte, si produce cemento Portland, Portland al calcare, Pozzolanico in quantità di circa 797.687 t/anno, dato 2016 somma di cemento prodotto e del clinker prodotto trasferito ad altri impianti” .

Stante la produzione annua autorizzata, consegue che tutte le richiese di modifica all’AIA  potrebbero essere favorite dall’affermazione, puramente teorica, che gli interventi avverrebbero   “senza aumento della capacità produttiva”. Questa condizione discrimina la “sostanzialità” della modifica e quindi elimina la necessità di sottoporre ogni aumento della poduzione ad una Valutazione di Impatto Ambientale.

Se l’ente di controllo adottasse un approccio puramente formalista al D.Lgs 152/06, pur aumentando la produzione effettiva del cementificio fino 2.300.000 t, ogni modifica potrebbe essere qualificata quale “non sostanziale” e potrebbe essere eluso l’obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale. La produzione autorizzata rappresenta una quantità che, in base alle attuali caratteristiche dell’impianto e ai dati storici, sembra difficilmente raggiungibile. Il valore della massima Emissione Accertata e quindi della produzione di cemento negli ultimi 15 anni – 2006 – è pari a circa 1.115.0000 TCO2. Questo corrisponde al doppio della emissione di CO2 del 2016.

 

 

Nel grafico è rappresentato l’andamento standardizzato delle emissioni CO2 del cementificio Barbetti che danno origine alle quote dei permessi di emissione CO2 ETS proporzionali alla produzione di clinker dal 2005 al 2021. FONTE:  https://euets.info/installation/IT_428

All’interno dell’AIA sono dichiarati inoltre alcuni limiti emissivi e le caratteristiche quantitative delle emissioni. In particolare, la Cementeria è autorizzata a emettere attraverso i camini denominati E 13 ed E13 bis, 470.000 Nm3/h di gas provenienti dal ciclo a caldo della clinkerizzazione.

Si evidenzia che gli impianti più grandi raggiungono portate dei fumi dell’ordine dei 350.000 Nm3/h. Pur essendo la Barbetti uno tra gli impianti più grandi, la portata dei fumi autorizzata sembra essere sovradimensionata. In base ai dati forniti dallo SME (sistema di monitoraggio delle emissioni), la portata effettiva raggiunta dall’impianto è di circa 400.000 Nm3/h.[2]

 

Emissioni di componenti tossiche e carcinogene autorizzate dall’ AIA  (Sostanze Organiche Volatili (SOV)

Per quanto riguarda i flussi di massa autorizzati è interessante osservare che i limiti SOV (Sostanze Organiche Volatili), sono pari a 50 mg/NM3. Il valore riportato nel D.lgs. 152/06 (Valori di Emissioni e prescrizioni – TAB A1 classe III) pari a 5 mg/Nm3 è 10 volte più piccolo di quanto autorizzato a Barbetti e corrispondente al limite già adottato nella AIA di altre cementerie italiane.

La tabella che segue (FONTE: D.lgs. 152/06) rappresenta la composizione della sigla denominata “SOV” e rende l’idea della pericolosità dei composti. Le emissioni  dei SOV non sono monitorate in continuo dallo SME ma dovrebbero essere misurate da campagne di misura eseguite sui fumi (prelievo del campione e successiva analisi di laboratorio).

FONTE: D.lgs. 152/06 (Valori di Emissioni e prescrizioni – TAB A1 classe III)

Il flusso di massa autorizzato è il seguente:

 

Il flusso autorizzato corrisponde a circa 180 t/anno di composti altamente tossici e cancerogeni che l’impianto potrebbe immettere nell’ambiente ogni anno senza sforare i limiti autorizzativi. Per valutare la reale entità dei SOV emessi sarebbe quindi necessario disporre di analisi al camino, possibilmente eseguite dagli enti di controllo pubblico.

 

Emissioni di Ossidi di azoto (NOx)

Gli ossidi di azoto sono un prodotto tipico della combustione, frutto del legame tra l’azoto e l’ossigeno contenuti prevalentemente nell’aria comburente. Il composto è classificato quale tossico ed è stato dimostrato come la sua presenza sia un precursore delle polveri sottili, particolarmente pericolose e significative di una cattiva qualità dell’aria.

Il valore di limite Nox fissato in AIA è pari a 500 mg/Nm3, è il più elevato delle BAT (Best Available Techniques),  che fissano una forchetta compresa tra i 200 ed i 450 mg/Nm3, con specifiche deroghe fino a 500, e dimostra come il cementificio non sia dotato dei più moderni impianti di depurazione dei fumi.

Il valore di ossidi di azoto autorizzato alle emissioni è pari a:

Determinazione del flusso di massa orario inquinanti NOx                                                                                                                                                                                                                                                                       Elaborazione da Rapporto istruttorio come approvato dalla Conferenza dei Servizi del 12/07/2018
Punto di emissione Portata autorizzata Nmc/h Valore limite emissione mg/Nmc Valore limite autorizzato componenti NOX mg/h Valore limite autorizzato componenti NOX Kg/h Durata media emissione nelle 24 ore Durata Emissione annua   gg/anno Composti NOx autorizzati con scarico in atmosfera ton/anno
E13 235000 500 117500000 117.5 24 330 930.6
E13 bis 235000 500 117500000 117.5 24 330 930.6
470000 1861.2

 

Il calcolo è stato eseguito prendendo come riferimento il flusso di massa dei fumi autorizzato di 470.000 Nm3/h e il limite di  500 mg/Nm3. Considerando una durata di emissione pari a 24 ore per 330 gg/anno si hanno circa 1800 tonnellate/anno di NOx autorizzati. Una quantità particolarmente importante paragonabile alle emissioni complessive (traffico veicolare, riscaldamento, industrie) di una grande città.

Dai dati che possono essere desunti dal sito ARPA la portata effettiva (portata emessa) è data dalla somma di quanto fuoriesce dai camini denominati E13 ed E13bis (194.528+211.156=405.684,3 mc/h).

Il valore degli NOx emessi calcolato in base alla portata effettiva porta ad una valore di circa 1500 t/anno di NOx emessi come risulta dalla tabella sottostante.

 

Determinazione del flusso di massa (portata effettiva) orario inquinanti NOx (ARPA 1/12/2022)                                                                                                                                                                                                                                                                Elaborazione da Rapporto ARPA 1/12/2022 – SME
Punto di emissione Portata media giornaliera Nmc/h Valore medio giornaliero emissione mg/Nmc Valore medio giornaliero NOx mg/h Valore medio giornaliero NOx Kg/h Durata media emissione nelle 24 ore FREQUENZA EMISSIONE  gg/sett o gg/anno Composti NOx emessi con scarico in atmosfera ton/anno
E13 194528 469.44 91319224.32 91.31922432 24 330 723.25
E13 bis 211156 468.41 98907581.96 98.90758196 24 330 783.35
405684 1506.60

 

Per avere una idea della quantità di NOx emessi, questi volumi si possono confrontare con i valori relativi ad un inceneritore come quello di Padova (il processo industriale è ovviamente diverso da un cementificio). Le tre linee di incenerimento (dimensionato per 140.000 t/anno di RSU)  emettono in un anno circa 60 t/anno di Nox. Pertanto, la cementeria Barbetti emette la stessa quantità di NOx pari a quella di 25 inceneritori. Naturalmente a questo impatto sul territorio va sommato quello del vicino cementificio della Colacem (circa 16 volte il valore dell’inceneritore di Padova).

L’abbassamento delle emissioni degli ossidi di azoto darebbe tecnicamente possibile, ed è stato già realizzato su altri impianti, tramite l’installazione di moderni sistemi di abbattimento, quali il De-NOx catalitico – SCR. È dimostrato che tali impianti consentono di raggiungere valori al camino inferiori ai 200 mg / Nm3, meno della metà degli attuali limiti indicati in AIA.

È evidente che in assenza di prescrizioni da parte degli enti autorizzativi, atte ad imporre alla cementeria investimenti rilevanti per la riduzione delle emissioni e fermo restando limiti emissivi autorizzati così elevati, l’impatto ambientale dell’impianto resterà invariato. Si è dimostrato che i limiti emissivi dell’ AIA  Barbetti per CO2, Nox e SOV sono stati fissati senza tenere conto del principio di precauzione. Pertanto, il formale rispetto dei limiti emissivi non può essere considerato sinonimo di assenza di impatti ambientali, condizione che sembra non essere mai stata adeguatamente approfondita poiché’ non è mai stato svolto un procedimento di VIA.

 

 

[1]  Al link è possibile verificare l’andamento standardizzato delle emissioni di CO2 che danno origine alle quote dei permessi di emissione di CO2 – ETS, proporzionali alla produzione di clinker. Si nota che la cementeria ha raggiunto la massima produzione nel 2006, per poi diminuirla progressivamente. Nel 2021 sono state dichiarate circa 500.000 tonnellate di CO2 emessa. https://euets.info/installation/IT_428

 

[2] Gubbio è l’unica città in Italia ad avere due cementifici: Barbetti e Colacem (terzo gruppo cementiero in Italia) che, secondo un report dell’EEA (European Environment Agency) del 2011, sono i primi due in Italia per danno ambientale e tra le 622 industrie che hanno creato maggior danno all’ambiente in Europa. (https://www.eea.europa.eu/publications/cost-of-air-pollution/spreadsheet/view )  La stessa EEA in un nuovo report del 2014 inserisce i due cementifici eugubini tra gli impianti industriali che causano i maggiori costi per danni alla salute e all’ambiente (anni 2008-2012) in posizione 500 (Barbetti ) e 504 (Colacem) su 14.325 industrie analizzate  (https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/daviz/sds/facilities-whichhave-most-contributed/download.table).