Sul Corriere della Sera del 21 gennaio e’ apparso un articolo che descrive il traffico internazionale della carta riciclata: qualcosa di simile accade con la plastica, ma dalla carta si puo’ effettivamente ricavare altra carta, mentre solo una piccola parte della plastica e’ riciclabile, e solo una o due volte. Il resto finisce nei cementifici o nelle discariche del sud del mondo. In effetti, fino a pochi anni fa, la Cina e’stata il principale importatore di rifuti di plastica.
Nel suo recente libro “Waste Wars” ovvero Guerre di rifiuti [1] il giornalista inglese Alexander Clapp spiega: frontiere aperte per esportare rifiuti pericolosi incoraggiano le industrie a produrre sempre piu’ rifiuti tossici, e ad aggirare le norme che mirano a fermare la produzione di veleni (p 93)
NOTE:
[1] Alexander Clapp, Waste Wars; Dirty deals, international rivalries and the scandalous afterlife of rubbish, John Murray, London 2025
