In Umbria i rifiuti come combustibile. Il caso dei Cementifici di Gubbio

Le associazioni hanno presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Le associazioni hanno presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Quattro associazioni hanno realizzato un dossier depositato il 6 giugno in Commissione Ambiente della Camera

Non più confinata nel perimetro del Salento, ora la questione di sposta in Parlamento. Il caso Colacem approda infatti in Commissione

EMERGENZA SANITARIA- le associazioni dei cittadini hanno raccolto dati e segnalazioni su tre cementifici a Galatina (Lecce), Sesto Campano (Isernia), Gubbio (Perugia). Preoccupa l’aumento dei tumori e la concentrazione di diossina.
In pieno periodo di confinamento dovuto alle restrizioni legate al Covid-19, quattro gruppi distanti geograficamente, (Valle del Volturno, piana di Venafro, Gubbio e Galatina), ma vicini per volontà di difendere ambiente e salute, hanno iniziato un percorso di confronto e…

INQUINAMENTO - Due cementerie sono state autorizzate a bruciare 100mila tonnellate l'anno di Css senza che fosse rilasciata la Valutazione di impatto ambientale e senza una valutazione degli effetti cumulativi dei due impianti sulla salute dei cittadini. Che avevano già scritto al presidente Mattarella

Articolo di Sam Spade pubblicato su Micropolis
1 Maggio 2022

Ecodistretto – Osservatorio BorgoGiglione Si è svolta sabato 2 aprile, al Circolo APER 90 di Capocavallo, Corciano, l’Assemblea promossa dall’Osservatorio Borgogiglione e dalle associazioni ambientaliste in rete sulla Gestione dei rifiuti e il Piano regionale proposto dalla Giunta Tesei. Molti…

Articolo di Ilaria Proietti, pubblicato sul Fatto Quotidiano,
9 Aprile 2022

La CIA Umbria esprime preoccupazione per le 50mila tonnellate l’anno di Combustibile solido secondario (Css), ottenuto dal trattamento dei rifiuti, che potrà essere bruciato come co-combustibile in ognuna delle due cementerie di Gubbio. Si unisce alla richiesta già avanzata dal sindaco di Gubbio alla Regione Umbria, di una necessaria e improrogabile Valutazione di impatto ambientale, nella convinzione che sia il modo corretto di procedere per tutelare le aziende agricole territoriali ed evitare il rischio di eventuali danni e ricadute negative non solo per le produzioni agricole locali, ma per l’intero settore agroalimentare, compreso il turismo.